Le ragioni Sì al Referendum della Giustizia 2026

Le ragioni del Sì al referendum della giustizia spiegate punto per punto, a cura di Bruno Rachiele.

1. Separazione delle Carriere

La Riforma divide in modo netto due mondi che oggi sono troppo vicini:

Non ci sarà più un unico concorso pubblico, né la possibilità di passare da una funzione all’altra durante la carriera. Un giudice nasce giudice e resta giudice stessa cosa un Pm nasce Pm e resta Pm.

Perché è importante per il cittadino?

Perché chi ti giudica non può essere collegato a chi ti accusa. Ci deve essere una netta distinzione sostanziale, che non riguardi solo le funzioni.

E’ come nel calcio: l’arbitro non può appartenere a una delle due squadre. Deve essere totalmente imparziale. La riforma vuole esattamente garantire questo: massima terzietà per chi giudica.


2. Doppio CSM

Oggi esiste un solo CSM che governa tutta la magistratura. La riforma lo divide in due CSM distinti:

Ognuno gestirà le carriere e le valutazioni disciplina della propria categoria.
La seconda novità riguarda il SORTEGGIO dei componenti del CSM che serve a spezzare il potere delle correnti politiche, che negli anni hanno condizionato nomine, carriere e decisioni disciplinari.
Borsellino in un intervista racconta di come Falcone fu fortemente penalizzato dalle logiche correntizie del CSM.

Perché è importante per il cittadino?

Perché un sistema non dominato dalle correnti e con due CSM sorteggiati significa:

  • meno giochi di potere
  • valorizzare il merito più trasparenza nelle scelte

Oggi giudici e PM stanno nello stesso CSM. E come se gli avvocati e i notai avessero un solo ordine professionale. Con la riforma: due ruoli, due CSM.


3. Alta Corte Disciplinare

Oggi i magistrati vengono giudicati disciplinarmente dal CSM, cioè da un organo composto da colleghi. La riforma crea un organo completamente nuovo e indipendente: l’Alta Corte disciplinare.

È composta da 15 membri, scelti così:

  • 3 nominati dal Presidente della Repubblica (professori o avvocati con 20 anni di esperienza)
  • 3 estratti a sorte da un elenco di esperti selezionato dal Parlamento
  • 9 magistrati (6 giudici e 3 PM) estratti a sorte tra i più esperti.

Perché è importante per il cittadino?

Perché chi sbaglia deve rispondere dei propri errori, anche se è un magistrato, come avviene in tutte le categorie professionali. E deve farlo davanti a un organo terzo.

Oggi i magistrati si giudicano tra colleghi. È come se in un ospedale fossero i medici a giudicare gli errori degli stessi medici. La riforma crea un organo terzo, indipendente e sorteggiato.


La riforma della giustizia interviene su alcuni nodi strutturali dell’ordinamento giudiziario italiano, toccando temi centrali come l’imparzialità del giudice, l’organizzazione della magistratura e la responsabilità disciplinare.

Il principio della separazione delle carriere mira a rafforzare la terzietà del giudice, valorizzando la distinzione tra funzione requirente e funzione giudicante. Allo stesso modo, la previsione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e l’introduzione del sorteggio per una parte dei componenti intendono incidere sul fenomeno delle correnti e sulla gestione delle carriere all’interno della magistratura.

Infine, l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma risponde all’esigenza di garantire un sistema di responsabilità che sia percepito come effettivamente indipendente e imparziale.

Al di là delle diverse posizioni nel dibattito politico e giuridico, questa riforma solleva questioni di grande rilievo costituzionale e istituzionale. Proprio per questo, più che uno scontro ideologico, dovrebbe essere affrontata come un’occasione di riflessione sul delicato equilibrio tra indipendenza della magistratura, garanzie per i cittadini e buon funzionamento della giustizia.

Le ragioni del Sì al referendum della giustizia

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